martedì 1 dicembre 2015

Riflessione sugli attentati di Parigi

Venerdì 13 novembre stavo guardando la televisione quando ho sentito che Parigi era sotto assedio.
All'inizio non ci avevo dato molta importanza, perché ero stanca e volevo  guardare un programma che c'era quel momento in televisione e quando abbiamo iniziato a vedere il telegiornale, io non ero molto attenta perché ero molto annoiata e non ascoltavo molto quello che il giornalista stava dicendo in quel momento.
Il giorno dopo, ho sentito che gli attentatori erano dei kamikaze che si sono fatti esplodere distruggendo così un venerdì sera a della gente che comunque non ha fatto nulla di male nei loro confronti.
Già dal secondo giorno ero molto più preoccupata rispetto al giorno prima, perché comunque a queste cose si deve stare attenti anche solo un minimo, solamente per sapere cosa sta succedendo nelle altre parti del mondo, anche se sono lontane o vicine.
Ero veramente scioccata quando ho sentito tutti gli aggiornamenti delle notizie dette il giorno prima.
Io proprio non capisco perché la gente deve uccidere per la propria religione, perché in fondo siamo tutti uguali anche se di culture e religioni diverse.
Queste persone si sono fatte esplodere nei pressi dello stadio di Parigi e vicino un ristorante, mentre alla sala concerti Bataclan, dove intanto si stava svolgendo un concerto di musica rock, altre persone sono arrivate con dei kalashnikov, urlando “Allah è grande” e sparando in tutte le direzioni causando feriti e vittime, tra cui una ragazza italiana.
Per fortuna un poliziotto è riuscito a fermare un kamikaze vicino allo stadio, impedendo così l'aumentarsi delle vittime e feriti allo stadio.
La gente dentro lo stadio, aveva comunque sentito degli spari e si è preoccupata perché non sapeva cosa stava succedendo lì fuori e anche perché non potevano uscire da lì.
Tutte le vittime e i feriti volevano passare solo una bella serata con i famigliari oppure godersi una semplice partita di calcio, ma questi fatti hanno impedito tutto ciò.
Dopodiché tutti hanno pensato di bombardare la Siria, pensando che in questo modo qualcosa si potesse risolvere, un ragionamento sbagliato, secondo me, perché se loro bombardano la Siria, non si risolve nulla, anzi, loro continueranno ad attaccarci e alla fine saremo ancora al punto di partenza con neanche una soluzione.
La cosa bella è che la gente poi ha fatto manifestazioni di solidarietà per Parigi, ad esempio proiettando la bandiera francese sui monumenti importanti di quella città.
Quella che a me è piaciuta di più è stata quando un ragazzo è andato fuori il Bataclan e ha cominciato a suonare “Imagine” di Jhon Lennon.
Altre persone invece, hanno iniziato a diventare razzisti nei confronti della religione islamica, insultando quei credenti perché, pensando che sono musulmani, anche loro son terroristi. 
C'è stata anche qua una specie di manifestazione, ma questa volta di un musulmano, che bendandosi gli occhi, si faceva abbracciare dalle persone per vedere se queste si fidavano di lui, dato che è un “terrorista”.
Quasi da subito poi, hanno iniziato sui social network ad avviare una serie di hashtag, anch'io ho scritto alcune cose del genere, il problema è che facendo così non si può risolvere nulla. Noi con delle semplici parole, anche se molto solidali, non possiamo risolvere la lotta contro il terrorismo.
Credo che aspetti positivi rispetto a questi eventi non ci siano.
Uno, invece, degli aspetti negativi,è che delle persone uccidono altre persone perché quest'ultime sono più felici delle altre e quindi devono soffrire come hanno sofferto loro.
Un altro aspetto negativo è che poi la gente, appunto, diventa razzista nei confronti di un'altra religione, discriminandola e magari anche insultare i credenti.
Io dico che si può risolvere a parole, mica con guerre e cose del genere, perché, appunto, non si risolve niente e sarebbe solo un susseguirsi di vittime e feriti innocenti.


Queste sono le riflessioni di un'alunna della 3B della scuola secondaria di primo grado di Orta San Giulio. Aggiungete nei commenti le vostre riflessioni.

venerdì 13 novembre 2015

Un racconto horror dalla 3B di Orta

Non sapevo cosa fosse, non credevo fosse reale… 
Ero davanti a quell’ essere, non sapevo che fare! 
Ma partiamo dal principio, mi ero pena trasferita in una piccola cittadina sul confino svizzero, in una casa vecchia, ma piuttosto graziosa. Solo un punto in particolare della casa mi fece sentire nervosa: la porta dello scantinato; dove ancora non ho il coraggio di entrare. Passavano i giorni e ogni notte avevo lo stesso problema: non riuscivo a dormire a causa dei rumori insoliti, come se qualcuno camminasse avanti e in  dietro al piano di sotto e poi sentivo dei passi che salivano le scale, ma verso mattina, con la luce del sole, smettevano! Una notte presi il coraggio e decisi a vedere cosa stava succedendo.
No appena varcata la porta del salotto vidi una sagoma che sembrava guardare fuori dalla finestra, ad un certo punto i fari di una macchina di passaggio la illuminarono e io in quel momento lo vidi: era un uomo di alta statura, indossava una tuta invernale di colore verde, in mano aveva qualcosa, ma non riuscivo a capire di cosa si trattava e aveva un “cespuglio” di capelli verdi, gialli e rossi in testa… sembrava un clown! Ad un tratto bisbiglio qualcosa e poi si girò verso di me, inizio a ridere, aveva una risata agghiacciante e un sorriso pauroso! L’ unica cosa che potevo fare era correre e cercare di non e non essere uccisa da quel clown. Però mi misi in trappola da sola… ero finita, infatti, in un corridoio senza facili vie di fuga! Il pagliaccio stava arrivando! Ero terrorizzata, ma poi mi accorsi che lui non si avvicinava… Non capivo… Vidi però che l’ essere aveva paura della luce del sole (era ormai quasi mattina). Allora aprì le tende e un colpo di luce fece del clown polvere! Il tempo di fare le valige e mene andai via da lì! Alloggiai in un hotel li vicino… Ma avevo la continua osservazione di essere osservata.
Continuai a fissare la finestra ed a un tratto vidi un’ ombra che aveva lo stesso profilo di quel essere! 

Mi nascosi sotto le coperte, sentii ancora la sua risata e poi più nulla!

Felì

venerdì 6 novembre 2015

La pittura romantica reinterpretata dai ragazzi della 3B di Orta

Ho interpretato un paesaggio notturno. Ho utilizzato le tempere.
Babù


NicolaSiani02
RickyRoi99

Recensioni del film "Super 8"

Joe e alcuni suoi amici sono dei ragazzi che stanno girando un film per un concorso, ma in una notte in cui stanno registrando delle scene succede un disastro.
Un treno dell’Air Force deraglia e i ragazzi vedono tutto. 
Il giorno dopo tutta la cittadina in cui vivono è sotto sorveglianza da parte dell’esercito ma dalla notte dell’incidente iniziano ad accadere dei furti, cani che scappano e persone scomparse.
Quindi il papà di Joe, il nuovo sceriffo, cerca spiegazioni e fa delle domande al colonnello che gli dice ben poche cose.
Un giorno l’esercito simula un incendio e fa sfollare tutta la città tra cui gli amici. Quando arrivano nel centro di accoglienza Joe trova il padre della ragazza di cui è innamorato e scopre che un mostro l’ha rapita, quindi Joe insieme ai suoi amici ritorna in città.
I ragazzi vanno a scuola e scoprono la verità su tutto quello che stava accadendo: nel treno c’era un alieno che cercava di tornare a casa, ma vengono scoperti dall’esercito
Durante il viaggio vengono assaliti dall’alieno, mentre i militari cercano inutilmente di ammazzarlo e i ragazzi scappano.
Ora arriva il momento più bello quindi mi fermo, sta a voi scoprire come va a finire guardando il film.

A me è piaciuto molto, un film ben fatto con molta azione e parti sia divertenti sia un po’ meno e con scene che ti fanno tenere il fiato sospeso. Lo consiglio a quelli a cui piace l’azione ma anche a cui piace ragionare su argomenti seri.
Ale2002 – 3B Orta

Il film è di fantascienza, ambientato nel passato e racconta di una città è minacciata da un alieno che cerca di ricostruire la propria navicella per tornare nel proprio pianeta.
L'alieno è arrivato sulla terra molto tempo prima ma, atterrando, la navicella si è rotta.
Il protagonista, che si chiama Joseph, soprannominato Joe, è un ragazzino di 13 o 14 anni che assieme ai suoi amici, sta girando un film per cercare vincere un concorso.
Una sera, mentre i ragazza stanno girando una parte del filmato, un treno deraglia, perché un'auto va a scontrarcisi contro. L'auto è guidata dal Dr. Woodward, un loro professore.
I ragazzi cercano di capire come sia successo e mentre riguardano quella scena registrata dalla cinepresa, Jo si accorge di qualcosa che si muove sopra il treno.
Intanto nella città avvengono fatti strani, ad esempio la gente scompare e i motori delle auto anche.
Una sera Alice,  la ragazza di cui Jo è innamorato, viene rapita dall'alieno.
Joe e i suoi amici vanno a cercare Alice, scovando la tana dell'alieno e cercando di capire perché gli servivano quegli strani oggetti a forma di cubo che cambiano forma trovati quando il treno è deragliato.
Scopriranno anche come mai il Dr. Woodward ha voluto far esplodere il treno e quali legami aveva con l'alieno.
Il film si intitola “Super 8” perché la pellicola con la quale i ragazzi hanno girato il loro filmato per il concorso, si chiama, appunto, Super 8.
Il film mi è piaciuto molto perché c'è azione e in alcune parti faceva anche abbastanza ridere.  
Vì – 3B Orta

venerdì 23 ottobre 2015

Racconto di fantascienza - Terra di Mezzo

Mi ricordo ancora quando, a febbraio del 2114, provammo a mandare una sonda spaziale al di là del sole per vedere se si trovava qualche cosa,anche se tutti noi avevamo pensato che non c'era nulla, invece abbiamo trovato “Terra di mezzo”, un pianeta simile alla Terra, che si trova tra il sole e una nuova costellazione. La cosa straordinaria è che dista gli stessi anni luce sia dal sole che dalla costellazione.
Constatammo che, essendo uguale alla Terra, a parte del fatto che lì non ci vive nessuno e qui sì, si poteva organizzare una spedizione e io mi proposi subito come volontario.
Anche se tutti all'inizio ebbero paura dei pericoli che potevano capitare, alla fine acconsentirono.
Quindi iniziai da subito a prepararmi per questo viaggio spaziale al di là del sole.
Un anno e quattro mesi dopo, la spedizione era pronta per compiersi e io ero molto tranquillo, anche se molto emozionato all'idea di essere il primo uomo a metter piede su Terra di mezzo.
Prima di partire avevo trovato un diario di un'astronauta che aveva lavorato alla NASA cent'anni fa e la cosa che più mi aveva stupito era che noi avevamo tecnologie molto più avanzate.
Quando misi piede sulla navicella pensai a tutte le cose positive del viaggio, ma soprattutto a quelle negative e quindi avevo pensato di lasciar perdere tutto però alla fine rimasi e questo fu lo sbaglio più grande.
Partimmo e presto arrivammo sopra Venere, questo pianeta è pericoloso, come Mercurio, per il fatto che uno non ha l'atmosfera, e l'altro ha un'atmosfera troppo densa, invece Marte è abbastanza carino da quando vi fu scoperta dell'acqua e ora è molto più abitabile rispetto a cent'anni fa.
Era arrivata l'ora di passare vicino al sole e il mio cuore batteva all'impazzata, in quel momento avevo solo cose negative che mi frullavano per la testa, ma la mia paura più grande era quella di finire squagliato dalla corona solare, invece la navicella ce la fece, d'altronde era stata rinnovata e migliorata.
“Chissà quante ore sono passate dalla mia partenza” pensai, perché il tempo non passava più, magari era trascorso anche un giorno, forse due, se non di più, ma la navicella era veloce.
Per la stanchezza mi addormentai e quando mi svegliai ero molto vicino a Terra di mezzo.
Avevo aspettato quel momento da ormai un anno e alla fine era riuscito ad arrivare su quel pianeta disabitato.
Ero sempre più vicino, quando, ad un tratto, la navicella smise di funzionare e io riuscii ad arrivare sul pianeta, ma nel modo più sbagliato.
La navicella si era schiantata sul  suolo del pianeta e ormai per me non c'era nulla da fare, per lo meno il mio grande sogno si è avverato.

Vì – 3B Orta



domenica 13 settembre 2015

BUON ANNO SCOLASTICO!

Buon primo giorno di scuola, ragazzi!
Prendetevi un momento, oggi, lunedì 14 settembre, per guardarvi intorno nella vostra scuola e nella vostra aula. Siete in terza. Non avrete un altro primo giorno di scuola alle medie.
Ricordatevi di quando siete arrivati in prima, intimiditi e timorosi, e di tutte le cose accadute da allora. A tutte le cose belle, ai traguardi raggiunti, alle amicizie, ai bei voti. Sono sicura che ognuno di voi può ricordare una cosa bella, successagli a scuola, che magari non si aspettava.



Oggi si riparte. La terza media. 
Lo so che ci saranno giorni in cui quest'anno scolastico vi sembrerà lunghissimo. La verità è che avete 13 e 14 anni. 
Non avrete mai più quest'età. Non si ripeterà mai più questo 14 agosto, così come il 15, il 16, 17, 18...
Non avrete mai più la possibilità di tornare indietro per vivere ancora queste giornate. 
Per questo, per il fatto che sono uniche, non vanno sprecate.
Vivete quest'anno fino in fondo cercando di assaporarvi le risate, il divertimento, i compagni. Cercando di ricordare che sono tantissime le cose che potete fare, come singoli e come classe.


Quando ho distribuito le pagelle mi sono davvero resa conto di tutto il percorso svolto l'anno scorso. Nessuna classe è perfetta, neppure la vostra lo è. Però l'anno scorso siete migliorati tantissimo. Avete dimostrato di saper studiare e di saper ottenere risultati. Quest'anno, adesso che siete "grandi" potete dimostrare a tutti quello che sapete fare, nel senso migliore del termine.


Passate un buon anno.
Leggete dei bei libri.
Studiate il meglio che potete.
Non dimenticate di divertirvi un po'.


Prof.  Mecenero

giovedì 11 giugno 2015

W l'estate - Il blog va in vacanza

Oggi è l'ultimo giorno di scuola. Buone vacanze a tutti!
Babù


E' stato bello decorare il blog con disegni e con i vari commenti. Continuate a seguirci...
Buone vacanze!
Felì

Il giorno tanto atteso è arrivato.
Buone vacanze a tutto il mondo
Ale 2002
Tuccia 2002
Luca2.0
NicolaSiani02
Balla2000


Finalmente questo giorno è arrivato!
La cosa più bella sarà andare al lago con le amiche.

Buone vacanze!
Lila, Vì e Rache F.

Buone vacanze estive
Teo.leo

venerdì 8 maggio 2015

L'Ulisse di Dante secondo la IIB di Orta


Ho voluto rappresentare uniti due momenti diversi, quello dell'incontro con Ulisse e Diomede e quello della nave che sta per affondare.
Babù

Ale2002



Riky18
Ho voluto rappresentare la nave di Ulisse che sta affondando in un mulinello perché nel testo c'è la descrizione dell'affondamento e in più ho voluto disegnare un tornado per arricchire la scena e renderla più personale.
#Marlboro

mercoledì 22 aprile 2015

Paolo e Francesca secondo la IIB di Orta

Prosegue in nostro progetto di illustrazione della Divina Commedia.


Mi è piaciuto interpretare il momento in cui Paolo bacia Francesca. Ho voluto scrivere usando una calligrafia che ricorda quella di quel periodo.
Babù


questo è il mio disegno che raffigura Dante che sviene mentre parlava con Paolo e Francesca. Rache.F.

Ho voluto rappresentare quando Dante è svenuto, perchè sembrava una scena divertente. Ho utilizzato ancora una volta lo stile manga perchè non sono molto brava a disegnare e questo è uno stile semplice da fare.

venerdì 13 marzo 2015

Caronte secondo la IIB di Orta



Abbiamo disegnato Caronte come era descritto sulla Divina Commedia, interpretando poi il testo secondo la nostra immaginazione.


Vì - Ho voluto usare lo stile manga per fare qualcosa di diverso


Babù - Mi spiace che non si veda molto bene, mi è piaciuto interpretare il testo mostrando le anime che cercano di difendersi da Caronte e di scendere dalla barca

Teo Leo - Ho voluto disegnare delle vignette, senza però inserire il testo all'interno. Mi sono piaciuti molto i colori emersi dopo l'elaborazione al computer del disegno, sopratutto quelli della barca di Caronte. Mi spiace che la palude sia diventata più scura.

Felì - e' stato difficile per me interpretare Caronte a partire dalle descrizioni presenti sulla Divina Commedia, perché era descritto solo con cerchi di fiamme intorno agli occhi e "bianco pelo"

venerdì 6 marzo 2015

La Porta dell'Inferno secondo la IIB di Orta San Giulio


In classe abbiamo letto alcune parti della Divina Commedia di Dante.
Abbiamo quindi disegnato la Porta dell'Inferno secondo la nostra immaginazione, prendendo però spunto da quello che avevamo letto.



Mattia 13


Tuccia 2002


Nicola 02

Rache F.

giovedì 19 febbraio 2015

Elogio alla bruttezza

 


 
 
 
 
In un mondo in cui tutto deve essere bello a tutti i costi e anche in televisione non possono più esistere ragazze o ragazzi se non brutti almeno "normali" questo libro ci fa riflettere su cosa sia la bellezza, la normalità e la bruttezza....
L'autrice, Loredana Frescura, scrive questo corto romanzo che si legge tutto d'un fiato....e sinceramente lo possono leggere tutti soprattutto coloro che continuano a credere nella possibilità che i sogni si avverino...Il romanzo inizia con questa affermazione: "Io sono brutta. Lo sono sempre stata, e non c'è speranza di avere il medesimo destino del brutto anatroccolo che poi era un cigno in realtà....". Chi parla è la protagonista di Elogio alla bruttezza, Marcella, quindici anni, due genitori e un fratello bellissimo che si vergogna di lei. Marcella sceglie, così, di dedicare la sua tesina di fine anno a un Elogio alla bruttezza e, insieme alla sua amica Giorgia (chiamata Enterprise per il mega apparecchio che porta ai denti) riversa sulle pagine il suo umorismo e il suo desiderio di rivalsa. Ma le sorprese sono in agguato: tra gli amici di suo fratello, i belli senz'anima, c'è qualcuno capace di guardarla con occhi diversi...
 
E per voi, ragazzi, cos'è la bellezza? e la bruttezza?

venerdì 13 febbraio 2015

Proposta di lettura – Lo sfigato


Questo libro è stato scritto da Susin Nielsen.
Ambrose Bukowski, dodici anni, ha appena traslocato per l’ennesima volta e deve cambiare di nuovo vita, anche se non è bravo a farsi amici, ma ha anche fiducia che tutto in qualche modo si aggiusterà. Peccato che il mondo giri sempre dalla parte sbagliata e, anche se il protagonista è molto ottimista, deve fare i conti con la sua estrema allergia alle arachidi,i tre bulli della scuola, che lui chiama “i tre marmittoni” ma soprattutto con la sua mamma ultraprotettiva che per “proteggerlo” usa persino un guinzaglio per bambini.
Ma, a parte tutto questo, nella vita di Ambrose ci sono gli Economopoulos, sono una coppia greca che vive nell’appartamento sopra a quello di Ambrose e di sua madre e il loro giovane figlio Cosmo, appena scarcerato e alle prese con la ricostruzione della  sua vita,proprio come Ambrose.
Insieme vanno al Club Dello Scrabble e lì conoscono Amanda, una bella ragazza che gestisce il club.
Alla fine Ambrose frequenta la scuola per corrispondenza, cioè la scuola a casa, e, visto che la madre vuole ancora trasferirsi per colpa di Cosmo, perché non vuole che suo figlio frequenti un ex carcerato, Ambrose scappa di casa. Alla fine, però, tutto si risolve e il ragazzo torna a casa, la mamma non si trasferisce, Amanda si fidanza con Cosmo e Ambrose vince il torneo dello scrubble.

Malboro# – IIB Orta
   

giovedì 12 febbraio 2015

Recensione del film Shakespeare in love

I protagonisti del film sono William Shakespeare, drammaturgo non ancora conosciuto, e Viola, figlia di una famiglia ricca, promessa sposa di Lord Wessex, anche se l'amore non è ricambiato.
Shakespere, stava cercando l'ispirazione per scrivere una nuova commedia, diventata poi tragedia, invece Viola voleva diventare attrice, anche se le donne all'epoca non potevano recitare, per quello gli uomini dovevano prendere il loro posto e travestirsi.
Un giorno, Viola si traveste da uomo per fare Romeo, personaggio della commedia non ancora scritta.  Appena Shakespeare la sente recitare, pensa che è l'uomo adatto a lui e si mette a ricorrerlo fino al palazzo della sua famiglia.
Shakespeare incontra Viola per la prima volta al ballo organizzato al palazzo della sua famiglia e se ne innamora, ma Wessex si accorge e William si finge di essere un'altra persona, un famoso drammaturgo di Londra.
Quando William Shakespeare scopre che Viola è Thomas, il finto attore, si fidanzano di nascosto per non fare insospettire Lord Wessex.
E alla fine...

Il film mi è piaciuto molto, soprattutto quando recitavano qualche verso di “Romeo e Giulietta”, poi io mi sono anche appassionata alla storia d'amore tra il giovane Shakespeare e Viola, perché appena “sconfiggevano” un problema ne arrivava un altro, però loro non si scoraggiavano e cercavano una soluzione.

Io questo film lo consiglio vivamente e devo dire che alla fine avevo anche le lacrime agli occhi perché  mi ha fatto commuovere, ma non mi sono messa a piangere.

Vì – IIB Orta

martedì 10 febbraio 2015

Incontro con Goti Bauer

In occasione della Giornata della Memoria noi ragazzi della III A siamo andati a Milano per incontrare una sopravvissuta ai campi di concentramento di Auschwitz: Goti Bauer. Abbiamo incontrato questa signora presso il Conservatorio di Milano. C'erano tanti studenti e anche una scuola superiore ebraica. Goti Bauer arrivò accompagnata da due assistenti e dopo una breve introduzione incominciò a raccontare la sua vita che cambiò improvvisamente nel 1938 quando entrarono in vigore le leggi razziali. Lei cercò di scappare in Svizzera ma venne catturata con la sua famiglia e portati in diversi campi di lavoro e infine a Birkenau. Sua mamma e suo papà morirono nel campo di sterminio e poi anche il fratello. Lei riuscì a salvarsi ma non perdonerà mai coloro che hanno fatto tutto questo. Noi giovani siamo il futuro e per questo motivo non dobbiamo mai dimenticare. Purtroppo gli uomini possono fare questo e anche peggio.

lunedì 19 gennaio 2015

Un racconto giallo da continuare...

Un omicidio perfetto... O quasi...


Eravamo lì, a guardarla, immobilizzati pensando a chi l’avesse uccisa.
La conoscevamo: era una ragazza dolce, gentile, simpatica e molto disponibile.
Elisabetta, era questo il suo nome.
La trovammo su una riva del lago d’Orta, che si trova in un piccolo paesino: Orta.
Andammo a parlare con sua sorella, Valentina.
Ci accolse in lacrime e appena ci vide ci abbracciò e poi riprese a piangere.
Valentina ci spiegò che sua sorella, Elisabetta, le diceva sempre tutto.
Valentina ci disse:
– Mia sorella lavorava, per guadagnare un po’ di soldi, in un bar. Proprio in quel bar incontrò Alfredo, lui l’amava profondamente anche se lei non provava la stessa cosa. Mi raccontò anche che un giorno, mentre stava tornando da lavoro, si accorse che Alfredo la stava pedinando, Elisabetta tornò a casa senza fiato... Oltre tutto due giorni fa aveva ricevuto una proposta di matrimonio ed Alfredo ci era rimasto così male che le aveva giurato vendetta!

Noi chiedemmo qual’era il cognome e l’indirizzo di questo insistente spasimante, Valentina ci disse che si chiamava Alfredo Rossi e viveva ad Ameno, un paese vicino, in vicolo Matteotti 1.
Noi ci recammo subito sul posto a interrogare Alfredo, ma quando arrivammo alla casa non c’era. Noi entrammo lo stesso dalla finestra che era aperta. Notammo subito una porta semi-chiusa, noi ci entrammo e vedemmo foto,foto e ancora foto di Elisabetta con dei cuori e delle croci. Notammo anche che c’erano anche delle foto di Valentina solo con delle croci.

Vedemmo che sulla sua scrivania c’era un diario aperto su una pagina in particolare... Ci fece rimanere a bocca aperta...

Questo incipit è di Felì, Babù e Mattia13 della IIB di Orta. Chi vuole continuarlo?
È stato davvero Alfredo a uccidere Elisabetta?

Scrivete i vostri finali nei commenti